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Gossip
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Ultimo aggiornamento:
21-03-09.
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In aula Lapo attacca Corona "Giochi sporchi contro
di me" |
Chiede "giustizia" a gran voce Lapo Elkann,
testimoniando contro Fabrizio Corona, imputato a Milano per
estorsione e tentata estorsione nel processo a Vallettopoli. Il
rampollo di casa Agnelli si scaglia contro il re del gossip,
accusandolo di aver più volte utilizzato contro di lui "giochi
sporchi". "Ha provato a corrompere diverse testate per far uscire
cose contro di me in un momento in cui io ero tra la vita e la
morte", dichiara il nipote di Gianni Agnelli davanti al pm Frank Di
Maio, ricordando il tentativo di estorsione che, secondo l'accusa,
Corona avrebbe messo in atto cercando di farsi pagare 200mila euro
dalla dirigenza Fiat per 'ritirare' l'intervista esclusiva al
transessuale Patrizia.
Ma secondo Lapo i 'giochetti sporchi' dell’ex marito di Nina Moric
contro di lui sono stati numerosi. Elkann parla di almeno altri tre
episodi, tutti volti a minare la sua reputazione: racconta di aver
saputo da un amico fotografo che Fabrizio cercò di far incontrare di
nuovo lui e il trans Patrizia e di realizzare un servizio
nascondendo della droga nella sua macchina: "Il mio amico telefonò a
questa persona in viva voce. Io sentii che volevano organizzarmi un
incontro in un locale con Donato Brocco (in arte Patrizia). Oppure
mettermi dello stupefacente in auto. Questo è un delitto grave".
E racconta di quel primo incontro avuto con Lele Mora, al quale
Corona si presentò senza preavviso alcuno e fece spogliare
"un'attricetta. Io chiesi immediatamente che si rivestisse. Poi me
ne andai. In seguito seppi che era una pornostar". Si trattava di
Brigitta Bulgari, la stessa donna 'utilizzata' nelle immagini
scattate al campione di motociclismo Marco Melandri. Senza poi
dimenticare quando il ‘re dei paparazzi’ gli fece recapitare,
tramite una terza persona, "una videocassetta che disse essere un
regalo per me, ma io chiesi subito all'autista di bruciarla". Ma non
è finita qui: “Durante il Moto Gp”, dice il nipote dell’avvocato
Agnelli, “due persone che lavoravano per Corona volevano organizzare
una finta rissa nelle scuderie per realizzare un servizio
fotografico scabroso nei miei confronti. La rissa in effetti c'è
stata, ma io me ne ero già andato, grazie all’avvertimento di un mio
amico fotografo”. |
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Rispondendo alle domande del pm Di Maio, Lapo spiega
di avere immediatamente contattato Corona per avvertirlo che,
qualora avesse voluto assumere queste iniziative, “ci saremmo
affrontati in aula e lì giustizia sarebbe stata fatta. Poi ho
chiamato i miei avvocati perché a quel punto mi sono preoccupato per
la mia sicurezza, visto che ci sono persone che possono permettersi
di fare giochi di questo tipo”.
Quanto ai fatti dell'ottobre 2005, quando Lapo fu ricoverato in coma
dopo ad un notte passata con un transessuale, il teste ha poco da
dire: “È successo quello che è successo e non ho interesse né voglia
di tornare a vicende del passato”.
Durante la testimonianza di Elkann Fabrizio Corona non era in aula:
una assenza che ha destato meraviglia tra i presenti, dato che
l'imputato principale del procedimento ha sempre preso parte a tutte
le udienze della causa. Stamattina però Corona, che si è presentato
come sempre al fianco dei suoi avvocati, ha ascoltato solo le
testimonianze di Marco Durante, presidente del Consiglio di
amministrazione di LaPresse, quindi si è allontanato dal Tribunale.
“Quando la Fiat decise di non pagare 200mila euro per fermare il
'fenomeno Patrizia’, Fabrizio Corona disse ‘ve ne pentirete’”. È
questa l’accusa mossa in aula da Durante nei confronti di Corona. Fu
infatti Durante, per conto della Fiat, a prendere contatti con
Corona che era riuscito a contattare il transessuale Patrizia.
Durante i suoi colloqui telefonici con Corona “ mi disse di avere
stretto un contratto con Patrizia. Mi parlò di un preaccordo con una
televisione e di un’intervista. Ma non mi pare che già all'epoca
avesse delle foto. Chiese 200mila euro per fermare tutto”. La Fiat
decise subito di non pagare e Marco Durante rifiutò l'offerta, per
conto della Fiat. “Questi - dice ancora Durante - reagì dicendo 've
ne pentiretè. E aggiunse che 'non era bello che queste cose
uscissero perché si sarebbe rovitata l'immagine di Lapo Elkan e
della stessa Fiat”. Subito dopo Durante, a testimoniare in aula è
stato Simone Migliarino, capo ufficio stampa del gruppo del
Lingotto. Alle parti Migliarino ha dichiarato di avere preso lui la
decisione di non pagare Corona “dopo avere parlato con il
responsabile dell'ufficio legale”. |
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fonte libero-news.it |
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