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Fonte: repubblica.it
Categoria: sport
Data: 09 aprile 2009
Ora: 12.57
Domenica l'esordio, in notturna, a Losail. Nella classe regina il pesarese e l'australiano sembrano un gradino sopra gli altri. Poi Lorenzo, le Honda ufficiali di Pedrosa e Dovizioso. Tra le novità, il monogomma LOSAIL - Meno test, niente prova del venerdì mattina, un taglietto ai lustrini del paddock e gomme uguali per tutti. Alla fine il motomondiale Motogp modello recessione globale riesce a restare in pista senza perdere la sua identità, la sua regola prima chiamata spettacolo, i suoi protagonisti in tuta e casco e tutto il resto, compresa la Kawasaki, quella scomparsa dopo la decisione della casa madre di chiamarsi fuori e riapparsa sotto altra livrea con Marco Melandri, ex fenomeno un po' stralunato da un triste anno Ducati e quindi deciso a riapparire tra i nomi che fanno la Motogp che conta. Dal punto di vista tecnico la grande curiosità riguarda la monogomma Bridgestone e il fatto che per la prima volta nella topclass va in scena la democopertura, cioè la democrazia del pneumatico. La novità porta a pensare a un livellamento tra moto e piloti. Ma forse le cose non stanno proprio così: a pari condizioni, infatti, i più forti saranno ancora più forti, Valentino su tutti. Non è certo un caso se nel 2008, per riprendersi il titolo lasciato sull'asfalto per due anni di fila, il fenomeno della Yamaha aveva deciso di mollare le Michelin per prendersi le stesse gomme del canguro mannaro Stoner. Il senso del mondiale 2009 dei prototipi classe 800 cc. sta proprio in una frase di Valentino il grande. Questa: "Per me sarà importante riuscire a mantenere la concentrazione. Un anno fa avevo una motivazione fortissima perché dovevo riprendermi tutto. Ora quel tutto è tornato mio, quindi...". Quindi Rossi stavolta sarà meno arrabbiato. Ma come carburante emotivo potrebbe bastare l'idea di una "bella" con Casey Stoner, che dopo un 2007 da marziano è tornato sulla terra a fare i conti con il magnifico 46. Un po' come i duellanti di un vecchio film di Ridley Scott: i due si lasciano, si perdono e si ritrovano chissà dove per una sfida che non finisce mai. Dalla sua Rossi ha un talento infinito, otto titoli mondiali vinti e l'esperienza del trentenne che ha visto cose che noi umani nemmeno immaginiamo. L'australiano ribatte col coraggio di chi non soffre il carisma altrui e forse adesso può contare anche su quel senso di vendetta sportiva che alimenta il motore di chi ha perso dopo aver sbalordito. Insomma, Stoner apre il gas per diventare l'erede di Valentino, ma con Valentino ancora in pista, chiaro. Il segnale di Jerez, ultimo test prima del Qatar, è stato questo: nonostante il problema alla mano sinistra l'australiano è sempre capace di stupire. Rossi è avvisato. Yamaha-Ducati, quindi, resta la sfida più attesa. Magari mettendo i gioco anche Jorge Lorenzo, uno che Rossi se lo è studiato fin da piccolo, partendo dalla pista e finendo in sala stampa. Per non parlare di tutto il resto: dalle scenette dopo una vittoria ai fumetti di cui è personaggio come il più titolato compagno di team. Dopo un anno da spaccone un po' spaccato dai troppi errori e dai conseguenti infortuni, Lorenzo si ripresenta con un anno in più nella testa, quello che lo porta a pronunciare frasi del tipo: "Punto al terzo posto". Un anno fa tanta saggezza era impensabile. Se la seconda moto Ducati, con il tenero Hayden, resta la solita scommessa, il grande punto interrogativo arrivato dai test è la Honda ufficiale. Dani Pedrosa, dopo l'incidente nei test in Qatar (frattura del polso e trapianto di pelle al ginocchio sinistro) partirà per Doha senza sapere se gareggerà o no sulla pista di Losail. Lo spagnolo, al quarto anno in Motogp, per ora resta sistemato alla voce eterna promessa. Una specie di anti-Rossi mancato, Almeno per ora. La Honda ufficiale però potrà contare anche su Andrea Dovizioso, che un anno fa, proprio in Qatar, sorprese il mondo arrivando davanti a Valentino dopo un duello entusiasmante sotto i riflettori di Losail. Ma i test invernali hanno visto una Hrc non proprio da urlo. Altra cosa la Suzuki di Loris Capirossi. Al suo ventesimo motomondiale, Capirex vuole lasciare il segno. Il quarto tempo al test di Jerez conferma i progressi della sua moto, arrivata al 2009 dopo un anno di costante mediocrità. L'ex della Ducati, nonostante i 36 anni, non è il più anziano. Il più "vecchio" in griglia, infatti, è Sete Gibernau, anche lui trentaseienne, tornato in pista dopo un addio lungo due anni e una storia d'amore finita in lacrime. Lo spagnolo, antico rivale di Valentino, cerca di riprendere un discorso interrotto in sella a una Ducati privata. Una moto non molto diversa da quella che guiderà Niccolò Canepa (Ducati Pramac), il ragazzino del gruppo, coi suoi vent'anni e un'esperienza di collaudatore per la casa di Borgo Panigale. Per lui domenica prossima sarà la prima volta nella Motogp. Una prima volta diversa, di notte, sotto le luci artificiali del circuito di Losail, esordio ufficiale della campionato mondiale 2009 della classe Motogp.
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